lunedì 24 dicembre 2012

eravamo abituati


Noi pastori eravamo abituati a guardare la notte,
a guardare quando il giorno sarebbe iniziato.

Ma quella notte iniziò il giorno che anche voi aspettate.

Voi uomini, solo uomini come noi,
guardate dunque la notte in cui siamo, la notte in cui siete,
perché sappiate qual è il segno visibile
con cui è iniziato il giorno senza fine.

Perché la gloria di Dio
oggi dorme visibile in una mangiatoia.

Non abbiate paura, ci disse, non temete,
non temete la sete del cuore,
non temete se le cose, le vostre cose,
non vi bastano mai.

Non temete la nostalgia di ciò che vi manca,
non temete la voglia di essere felici,
non temete il grido del cuore che aspetta l’impossibile,
non temete di voler cambiare.

Mentre le stelle cambiano il corso
il pianto di questo bambino sale al cielo,
più potente del vostro male.

Piegate le ginocchia e le vostre buone intenzioni
dove il suo sorriso stupisce la terra che vede l’invisibile.

Lasciate che il cuore batta forte
perché quando il cielo sposa la terra
l’uomo può ricominciare.                            (T. Eliot)


BUON NATALE A TUTTI!







mercoledì 12 dicembre 2012

torta di mele ... per dimenticare gli odori della crescita!

Il pargolo n. 1 è all’inizio della rivoluzione ormonale. Lasciando pure da parte gli aspetti psico-demenziali di questa fase evolutiva (perché si spera che evolva e anche velocemente), vorrei portare l’attenzione sui cambiamenti fisici: spuntano i primi baffi sotto forma di peluria, ogni tanto la voce fanciullesca lascia il posto a suoni da uomo delle caverne e soprattutto puzza! Se per i baffi interviene ogni due settimane con il rasoio il marito e sulla voce ci si può fare l’orecchio senza sussultare ogni volta, sulla puzza c’è molto da lavorare. L’altra settimana, giusto qualche giorno prima che sull’Italia piombasse Attila e portasse l’inverno, torna a casa in maglietta a maniche corte, dopo la mattina trascorsa a scuola, e subito si “sente” la sua presenza, al che io domando: “ma sei tu che puzzi così?” e lui “no, perché? Che odore senti?”. Lo guardo e penso che mi prenda in giro allora gli dico: “annusati la maglietta sotto le ascelle!”, lui se la sfila, la annusa e mi risponde sorridendo: “se questa è puzza dovresti sentire il mio compagno B….!” dentro di me non so se ridere o metterlo direttamente sotto la doccia.  Scelgo la mezza misura e gli dico di andare a lavarsi le ascelle, mettersi il deodorante e cambiare la maglietta. Dopo poco torna ed esordisce dicendo: “mica mi piace l’odore del deodorante!” ed io penso “già, meglio il tuo di odore!!!?!?!” …. e so già cosa regalargli a Natale!!! 
Questa torta, al contrario di mio figlio, ha sprigionato un piacevole profumo in tutta la casa!

Ingredienti: 200 gr farina di riso, 50 gr amido di riso, 200gr mousse di latte (o ricotta), 2 uova, 100 gr olio d’oliva, 120 gr zucchero di canna Picaflor, un cucchiaino di cannella (io ho usato quella di altromercato), un pizzico di sale, mezza bustina di lievito, mezzo bicchiere di latte, 3 mele.

In una ciotola sbattere le uova con lo zucchero e l’olio, aggiungere le farine, il sale  ed il latte. Quando tutto è ben amalgamato aggiungere la mousse di latte e il cucchiaio di cannella, infine il lievito. Tagliare le mele a pezzetti e incorporarle nell’impasto. Versare il tutto in una tortiera rivestita di carta da forno e cuocere in forno già caldo a 180° per 45 minuti.