martedì 29 marzo 2011

coppette di cialda con mousse agli amaretti



Mettete insieme 6 donne a cui piace cucinare, chiaccherare, sperimentare e mangiare. Aggiungete un elettrodomestico da cucina assai utile. Condite con i commenti su figli, mariti e suocere. Lasciate amalgamare per qualche ora. Ecco la ricetta per una serata davvero piacevole e gustosa!
Ieri con Ely siamo state a casa della nostra amica Franca per una serata di cucina con il bimby. Ely, dall'alto della sua esperienza, ci ha illuminato sulle possibilità che un blog offre, ci ha fatto una sua ricetta veloce veloce e ha condiviso con noi la sua inventiva in cucina. Rosaria ci ha preparato una carbonara con i carciofi molto buona (così hanno detto le altre, perchè io me la sono potuta mangiare solo con gli occhi!!!!). Sara, carinissima e super attenta, ha preso appunti su ogni ricetta. La prossima volta toccherà cucinare qualcosa anche a lei, vero???? Serafina, la nostra donna da 90 (nel senso che ha il forno da 90cm .... invidia!), ci ha illuminato su tutti gli elettrodomestici e attrezzi di cucina, libri e ricettari. Direi che tra lei ed Ely è una bella lotta per non farsi mancare niente in cucina.
Ingredienti:
Per le cialde: 100gr zucchero, 100gr farina (io ho usato la fecola di patate), 100gr di burro (prossimamente provo a metterne di meno) 2 albumi.
In una ciotola sbattere gli albumi con lo zucchero, aggiungere la fecola e mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo, quindi aggiungere a filo il burro fuso. Mettere in frigorifero per una decina di minuti. Una volta raffreddato mettere il composto su una piastra coperta da carta da forno, facendo dei dischi sottili di circa 12 cm di diametro. Cuocere in forno a 180-200° fino a che i bordi risulteranno marroncini. Togliere la piastra, staccare i dischi uno alla volta e dargli la forma mettendoli all'interno di una coppetta. Quando si saranno raffreddati e solidificati toglierli dalla coppetta e lasciarli a riposare su un piatto.
Per la mousse: 2 tuorli, 50 gr di zucchero, 50 gr amaretti (io ho usato quelli di Piaceri Mediterranei), 2,5 dl di panna fresca. Sbattere i tuorli con lo zucchero e poi aggiungere gli amaretti tritati. A parte montare bene la panna ed aggiungerla delicatamente al composto di amaretti. Mettere nel congelatore per almeno 3 ore.
Mettere in ogni ciotolina di cialda un cucchiaio di mousse e spolverare con scaglie di cioccolato ... mangiare prima che si sciolga!

Ringrazio Franca per la sua ospitalità e la carta da forno (ah ah ah) e le dedico affettuosamente questa ricetta.




lunedì 21 marzo 2011

una città, una torta e Anna





Siete mai stati a Bergamo alta? Noi diverse volte ed ogni volta scopriamo qualcosa di nuovo. Ci siamo stati lo scorso sabato e sbagliando casualmente strada dopo essere saliti per una delle scalinate che portano a città alta siamo finiti al castello di S. Vigilio. Eravamo convinti di andare verso la città invece siamo saliti troppo e così girandoci a guardare il panorama abbiamo scorto non troppo lontano da noi una cittadella ... "ma non sarà mica Bergamo???? Niente di male, ormai siamo qui e vediamo i resti di quello che una volta era un castello, pranziamo nel suo parco e poi andiamo dritti alla nostra meta originaria".

TORTA DI MELE E CIOCCOLATO
Ingredienti: 125 gr burro ammorbidito, 125gr di zucchero, 2 uova intere, 200 gr farina, 50 gr frumina, 2 cucchiaini di lievito per dolci, la scorza grattuggiata di un limone, 2-3 mele, un cucchiaio di latte, una presa di sale, gocce o pezzetti di cioccolato fondente.
In una ciotolata sbattere lo zucchero con le uova ed il burro. Aggiungere la farina e la frumina (io le ho sostituite con 250 gr di farina Scotti per dolci e 50 gr di fecola di patate) con il lievito, il sale ed il latte fino ad ottenere un composto omogeneo. Grattuggiare la scorza di limone ed incorporarla insieme alle mele tagliate a pezzetti ed il cioccolato. Versare nella tortiera ricoperta con carta da forno e cuocere a 180° per 45' circa. Lasciare raffreddare e cospargere con zucchero a velo.
Il week-end scorso abbiamo avuto ospite la figlia di una cugina di mia mamma. In realtà erano le nostre nonne ad essere legate con questo vincolo di parentela quindi noi forse siamo cugine di 3 ... 4 grado? Bo ... non importa.
Il primo ricordo che ho è lei bambina di pochi anni rannicchiata dentro la cuccia del cane nel cortile di sua nonna. L'ultimo il suo saluto alla stazione ieri pomeriggio quando l'abbiamo accompagnata a prendere il treno. In mezzo ci sono i ricordi di qualche apparizione nostra a casa sua quando ci è capitato di andare in friuli e di questi giorni trascorsi a casa nostra. La giornata a Milano alla ricerca di negozi di articoli sportivi, di una borsa per il computer (con tentativo di distruzione del negozio della Tucano!) e dei panzarotti di Luini. La gita a Bergamo con deviazione al castello di S. Vigilio. Il giro della nostra città nonostante il tempo piovoso. Le chiaccherate durante le cene con i bisticci dei bambini perchè volevano sedersi vicino a lei e martellarla con i loro racconti. La sua torta, ricetta presa da un ricettario Cameo, dettata per telefono da sua mamma e adattata alla nostra dieta senza glutine, ma soprattutto la gioia di aver condiviso con lei pensieri e ricordi.

giovedì 3 marzo 2011

Un libro tira l'altro ....

In questa "storia epistolare dei nostri giorni" tutto comincia con una mail mandata ad un indirizzo sbagliato ed il caso vuole che dietro a questo errore ci sia l’incontro tra due persone che nonostante siano estranei, sanno fare della scrittura un veicolo per i sentimenti. Li si scopre a leggere e rileggere le stesse cose, cercando tra le righe qualcosa in più, dandogli intonazioni e colori diversi. La curiosità della risposta aspettata, dell’effetto sortito dalla questione posta. I battibecchi ironici e piacevoli ed i rimandi a qualcosa di sottinteso, compreso, forse sperato, da entrambi. Le pause di silenzio che creano smarrimento. I sentimenti virtuali che si toccano attraverso le parole, si schermiscono, si allontanano impauriti per poi esplodere toccandosi a distanza. Senza volti certi, almeno per un po’, senza voce, senza contatto con la realtà quotidiana, chiusi e nascosti tra vocaboli scelti con la cura di chi desidera arrivino all’altro. E ciò che ne consegue è che come spesso accade in questi rapporti virtuali arriva il momento in cui la mancanza del potersi vedere e toccare, del conoscere e percepire con tutti i cinque sensi, mette da parte la vita reale e spera che quello che si è scritto diventi tangibile con la stessa intensità con cui lo si è vissuto nelle parole.
Chi desidera andare nel verso giusto dovrebbe partire da “Le ho mai raccontato del vento del Nord” e poi leggere “La settima Onda” (di Daniel Glattauer), ma devo ammettere che fare il contrario, come è capitato a me, non toglie niente al gusto di leggere questi due libri. Piacevolmente leggeri ed intriganti (per chi ha un pizzico di romanticismo), stuzzicano la curiosità del vedere come va a finire. Ci punzecchiano anche su quello che noi ogni tanto creiamo nel nostro navigare virtuale, conoscere persone solo attraverso il computer, mantenere le distanze, aumentarle o accorciarle, a volte andare oltre.