lunedì 26 dicembre 2011

post Natale

"Niente da dire, niente da fare. Vorrei che fosse oggi. Tutto è passato così veloce e denso che non sono riuscita ad afferrare che un pugno di immagini, qualche sorriso, qualche sguardo ed un abbraccio ma non è abbastanza. Resta un senso di svuotamento dell'anima, come se tanta attesa avesse avuto fine prima del compimento. Restano le tracce della pesantezza fisica, degli occhi stanchi  e del frigo pieno di avanzi".

CROCCANTE AL SESAMO
Questa ricetta semplice l'ho vista fare da Benedetta Parodi qualche giorno prima di Natale e così ho pensato che insieme ai soliti biscotti sarebbe stato carino regalare anche qualche pezzetto di croccante. Io ho fatto qualche piccola modifica ma non credo che abbia cambiato di molto il sapore.
Ingredienti: 100 gr zucchero bianco e due cucchiai di zucchero di canna, un pochino di acqua, semi di sesamo (non li ho pesati, ma credo fossero 100-150gr).
Fare il caramello facendo cuocere in una pentola antiaderente lo zucchero con qualche cucchiaio di acqua. Quando comincia a bollire e a prendere un bel colore dorato versare i semi di sesamo e amalgare per bene. Versare il composto su un foglio di carta da forno e livellare. Coprire con un altro foglio di carta da forno e passare con il mattarello. In questo modo si riesce a tirarlo abbastanza sottile ... e mangiandolo si limitano i danni ai denti. Lasciarlo raffreddare, staccare la carta e dividere in pezzi.














lunedì 28 novembre 2011

pressapoco gnocchi alla romana ...

"Ci sono momenti della vita in cui ci sentiamo di poter fare tutto e abbiamo quasi la certezza che ci riusciremo. Poi questi momenti passano, passa l'entusiasmo, passa la voglia di sperimentare, passa la voglia di rischiare di fare qualcosa di nuovo e la capacità di incassare il colpo ... e ci si ferma."

... anche in cucina. E' accaduto per questa scatola di semolino senza glutine, acquistata con molto entusiasmo all'inizio dell'anno e poi per motivi diversi abbandonata nella credenza. Ogni tanto quando riordinavo mi guardava speranzosa pensando fosse arrivato il suo momento, ma io dopo aver verificato che non fosse scaduta la riponevo dietro le altre cose. Insomma sembrava proprio non arrivasse mai il suo momento, fino a sabato scorso, quando complice un frigo quasi vuoto, ho pensato di risolvere il problema pranzo con degli gnocchi alla romana un po' rivisitati.
Ingredienti: 800 dl di latte, 60gr burro, 200 gr semolino senza glutine, 2 tuorli d'uovo, parmigiano, sale, noce moscata.
In una pentola ho portato ad ebollizione il latte con il burro e la noce moscata. Una volta caldo il latte ho spento il fuoco e versato a pioggia il semolino mescolando con la frusta per non far formare grumi. Ho aggiunto i tuorli, il sale ed infine un po' di parmigiano grattuggiato.
Ho steso l'impasto su un foglio di carta da forno imburrato fino ad ottenere un strato alto poco meno di un centimetro e l'ho lasciato raffreddare. Nel mentre ho preparato la besciamelle (5 dl di latte, 40 gr farina di riso, sale. Tutto nel bimby per 5' a 90°  vel. 3) e una crema di funghi (un poco di cipolla soffritta con una noce di burro a cui ho aggiunto una manciata di funghi secchi ammorbiditi nell'acqua, 2 cucchiai di panna da cucina, un pizzico di sale e un pochino di acqua il tutto cotto per qualche minuto a fuoco basso).
Una volta raffreddato il semolino l'ho tagliato a quadretti e l'ho messo in una pirofila imburrata. Metà li ho conditi con un po' di formaggio (io avevo del Casera), l'altra metà con la crema di funghi. Ho coperto tutto con la besciamelle e un po' di parmigiano ed ho passato in forno per circa 30' a 180°.
Devo ammettere che come primo esperimento di gnocchi di semolino non è stato male ed il marito ha apprezzato .... infondo è quello che conta!!!!
Un grazie a Giò perchè aveva pubblicato qualche giorno fa una bella ricetta con gli gnocchi alla romana da cui ho preso spunto ed entusiasmo.





martedì 22 novembre 2011

il piccolo melo

Il piccolo melo se ne stava felice nel giardino a godersi gli ultimi raggi di sole della giornata. Non ricordava di preciso da quanto tempo viveva lì. Aveva un ricordo abbastanza preciso di quel giorno ma non lo sapeva collocare nel tempo. Ricordava il viso rugoso della signora che diceva dove piantarlo. Ricordava la sensazione delle radici che affondavano nella terra e trovavano libertà e nutrimento e la freschezza dell’acqua con cui veniva innaffiato per la prima volta. Ricordava  le voci dei bambini che giocavano a pochi metri da lui, guardandolo curiosi e le loro manine che accarezzavano le sue foglie come per stringergli la mano e dargli il benvenuto. Accanto a lui c’era l’albicocco, non troppo vecchio, ma sicuramente più grande di lui e poco più in là un altalena. Dall’altra parte aveva notato un fico, con le sue grandi foglie verde scuro e la chioma folta. Era orgoglio di sé, ogni anno era riuscito a dare frutto. La prima volta erano solo tre mele, grosse e tonde.  Negli anni seguenti, ogni volta, qualcuna in più … ma quest’anno erano addirittura 38!!!! Lui, così minuto ed ancora esile, con i rami poco più grossi delle dita dei bambini, non più alto di una persona, stava facendo maturare 38 mele. I proprietari del giardino lo guardavano stupiti ed anche un po’ preoccupati: “adesso le mele sono piccole, ma quando cresceranno come farà a sostenerle tutte?” si chiedevano. E così gli misero dei bastoni a sostegno dei rami più carichi. Certo erano un po’ fastidiosi costringevano i rami del piccolo melo a stare dritti ma in compenso gli toglievano un po’ del peso delle mele che diventavano sempre più grosse. Tutto sembrava procedere bene, l’estate con il sole era finalmente arrivata ed il suo calore dava nuovo vigore alla pianta.Un pomeriggio però il cielo divenne scuro scuro. Dalla montagna che il piccolo melo poteva intravedere dietro le case si avvicinarono grossi nuvoloni minacciosi. Non fece in tempo a chiedersi cosa stesse accadendo che il vento cominciò a soffiare forte, le sue foglie sbattevano di qua e di là, alcune avevano paura di volare via. I rami dondolavano senza poter opporre resistenza affaticati dal peso delle mele. Cominciò a piovere. Prima qualche gocciolona, poi la pioggia si fece fitta e pesante ed infine arrivò anche la grandine. “Ahi, Ahi, basta mi fate male!” diceva il melo ai chicchi di ghiaccio che cadevano su di lui e sulle mele. Ma il temporale non cessava, il vento continuava sempre più forte. Il piccolo melo si sentì travolgere, sentì le sue radici mollare la presa dalla terra, barcollò e cadde a terra.“Accidenti … adesso cosa faccio!” Passò il temporale. Tutto attorno era stato segnato dalla grandine, foglie, fiori e frutti erano stati colpiti e rovinati, ma soprattutto lui era lì, steso a terra, alcune mele si erano staccate dai rami, le foglie stravolte dalla pioggia e dal vento e le sue radici fuori dalla terra.Mentre pensava che cosa ne sarebbe stato di lui e su come avrebbe potuto rimettersi in piedi si senti afferrare da due forti mani che lo sollevarono. Infilarono le sue radici nella terra ricoprendole abbondantemente. Gli misero tutto attorno dei bastoni per aiutarlo a sorreggere i rami ancora carichi di frutti e per aiutarlo a stare dritto. Il piccolo melo si sentiva un  po’ frastornato ma leggero e pensò che ormai il peggio era passato. Doveva solo pensare a riprendersi bene e far crescere le sue mele per poterle poi donare a quelle mani gentili che lo avevano salvato. Fu davvero una gioia quando, qualche mese dopo, le mani festose dei bambini lo accarezzarono raccogliendo i grossi frutti maturi guardandolo compiaciuti per l’abbondante raccolto e lui stanco ma felice si abbandonò al riposo autunnale, godendosi il tepore del sole.
 
 















 TORTA DI MELE E SCIROPPO D'ACERO

Ingredienti: 250gr farina (biaglut pacco 500gr), 100gr zucchero, 2 uova intere, 80gr olio d'oliva, un vasetto yogurt bianco, sciroppo d'acero, mezza bustina di lievito per dolci, sale, 2 grosse mele (le mie pesavano quasi mezzo kg l'una)

In una  ciotola sbattere bene le uova con lo zucchero e l'olio. Aggiungere la farina, un pizzico di sale e lo yogurt. Quando il composto è ben amalgamato e senza grumi aggiungere qualche cucchiaio di sciroppo d'acero, mescolare ancora ed infine aggiungere il lievito. Versare il composto in una tortiera ricoperta di carta da forno e inserire le due mele precedentemente tagliate a fette. "Condire" con un paio di cucchiai di sciroppo d'acero e cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 50'.








martedì 25 ottobre 2011

vellutata di zucca profumata alla cannella

... letto il titolo c'è poco da dire! Non so voi ma io ho una ricetta base che va bene per tutte le vellutate, o passati di verdura come li chiama mia mamma, anche se non sono proprio la stessa cosa. Poi con il Bimby è tutto ancora più semplificato. Io parto da un soffritto di scalogno o cipolla con un qualche cucchiaio di olio. Aggiungo le verdure tagliate a pezzettoni, l'acqua, il dado (di carne, vegetale, comprato o fatto in casa la maggior parte delle volte è una questione di gusto personale), frullo un pochino così cuoce meglio e in meno tempo. Alla fine aggiusto di sale, aggiungo qualche aroma e poi frullo il tutto per renderlo cremoso.
Anche per questa minestra, perchè i miei pargoli quando la vedono nel piatto non hanno certo la poesia di dire vellutata tal dei tali, è un crescere di "oh no ancora minestra!" ... comunque dicevo che anche per questa ho usato lo stesso procedimento. Ho fatto il soffritto, aggiunto due patate grosse e un pezzo di zucca (che ovviamente non ho pesato!) tagliate grossolanemente, aggiunto l'acqua, il dado e frullato. Ho avviato il Bimby a vel. 2 per 25' temperatura 100°. Dopo circa 15' ho aggiunto una stecca di cannella intera. Terminata la cottura, ho tolto la cannella ed ho frullato. Ho aggiunto due cucchiai di panna da cucina (la ricetta originale che aveva fatto mio marito ad un corso di cucina prevedeva dello yogurt bianco, e secondo me ci sarebbe stato meglio perchè avrebbe tolto un po' di dolce della zucca) e ho rifrullato fino ad ottenere una consistenza molto cremosa e liscia. Io l'ho servita con le bruschette dei Piaceri Mediterranei che piacciono molto ai miei figli. In alternativa si possono fare crostini di pane e per i più sofisticati si possono mettere delle cialde di formaggio fuso.  
Ah i miei figli stanno ancora pensando se era di zucca, carote o melone!!!!
piatti "cimeli di famiglia"

giovedì 20 ottobre 2011

Ragù di lenticchie rubato!!!

Chi ha rubato il ragù di lenticchie? L'ho rubato io! 
Lo ammetto senza problemi e dopo averlo scopiazzato e gustato vi dirò a chi l'ho sottratto ... la ricetta la trovate dalla gallina Lo.
Ma ho una giustificazione pronta: avevo bisogno di un condimento diverso per dirvi che ho provato la nuova pasta di riso integrale dei Piaceri Mediterranei ed è veramente buona. Noi mangiavamo già la pasta di questa marca, perchè fra tutte quelle provate è quella che più incontrava i nostri gusti e così quando la nostra farmacista ci ha offerto i campioni omaggio di fusilli li abbiamo presi molto volentieri. Ecco quindi il nostro piatto:


Buon appetito!!!

giovedì 13 ottobre 2011

donne d'equilibrio

Donne disinvolte, camminano ad una spanna da terra con eleganza e leggiadria. Mai uno sbandamento, neanche nella fretta o nella folla che spinge. Incedono nel loro passo ancheggiando con la sicurezza di chi, stando in alto, ha una prospettiva diversa. Arrivano ad incrociare gli occhi delle persone allo stesso livello e quando è necessario possono permettersi di guardare dall'alto verso il basso. Intravedono da lontano, sopra la massa, chi arriva. Non usano sgabelli per prendere le cose sull'ultimo ripiano. Indossando indifferentemente abiti eleganti, casual, vintage o sportivi hanno sempre l'incedere deciso di chi si sente a proprio agio ... con un tacco 12!!!








creazioni di Kobi Levi

e tu di che tacco sei????

giovedì 29 settembre 2011

sei sempre la solita!

Hai saputo conquistare me, ma soprattutto i miei uomini. L'unica che non si è lasciata andare con entusiasmo è stata Chiara, ma si sa non si può piacere sempre a tutti. Fin dall'inizio però ti abbiamo apprezzato per la tua dolcezza, la tua capacità di coccolare, ma anche di dare la carica. 
Ormai so come sei fatta, cosa hai dentro. A volte vorrei che fossi più naturale, ma so che di questo ne sono responsabile anch'io. Ora vorrei staccarmi un po', provare altre, ma automaticamente torno sempre a te. Come l'altra sera, nonostante i buoni propositi e il via libera degli altri su questa decisione. Non volevo eppure mi sono ritrovata ancora davanti a te.
Un po' mi dispiace prendere le distanze,  perchè abbiamo condiviso tanti bei momenti, l'inizio della scuola, le mattine quando tutto corre troppo in fretta, i pomeriggi con una bella tazza di te, i compleanni, ma proprio per non rischiare di non vederti più sento che sia più giusto dirti che anche se sei buona, anzi di più come dicono gli ometti di casa, sei sempre la solita "torta al cioccolato"!


Ingredienti:
250 farina biaglut, 80 gr zucchero bianco, 80 gr zucchero di canna Dulcida, 100gr olio di oliva, 2 uova intere, un pizzico di sale, mezza bustina di lievito per torte, latte (credo circa mezzo bicchiere ma io vado ad occhio), cacao in polvere (ed anche di questo non ho la quantità precisa, l'importante è che renda l'impasto di un bel colore intenso), crema al cioccolato da spalmare (nutella o altro), zucchero a velo.

Sbattere le uova con lo zucchero e l'olio. Aggiungere la farina con il sale ed amalgamare bene aggiungendo il latte in modo che il composto resti morbido. Aggiungere il cacao, eventualmente ancora un pochino di latte ed infine il lievito. Versare il composto in una tortiera ricoperta da carta da forno. Far cadere alcuni cucchiaini di crema al cioccolato qua e là sopra la torta. Non è necessario spingerli all'interno dell'impasto perchè durante la cottura affondano da soli. Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 40'. Gli ultimi cinque minuti io abbasso il forno a 150, ma si sa che ogni forno è un cuoco a sè!
Lasciar raffreddare e cospargere con zucchero a velo. 



lunedì 19 settembre 2011

in giro per la mia città ... o per l'Italia?



 
 
 
 
 
 
 
 
 
Non credo di averlo già detto, ma se così fosse non c'è problema mi ripeto! Io amo la mia città. Ha sicuramente tanti difetti ma spesso io non li colgo. Mi piace il lago (anche se non oso tuffarmici), ma soprattutto mi piacciono le montagne che la circondano. Quando abitavo con i miei avevo la camera con vista Resegone. Ora invece faccio colazione guardando le Grigne ed il San Martino, ed in lontananza, oltre il confine della mia città riesco a scorgere anche le montagne della Valtellina. Posso girare in bicicletta e far finta di essere ecologista mentre la cosa che amo di più di questo mezzo è che l'aria fresca ti accarezza la faccia. Posso uscire di casa e andare a passeggiare in riva al fiume, gironzolare per le viette del mio rione, Pescarenico, oppure posso avventurarmi nelle salite che portano alla parte alta della città da dove si può vedere il lago stringersi sotto il ponte e diventare fiume. Con i bambini posso fare lo slalom tra gli escrementi dei cani, felici di arrivare a destinazione senza "ricordini" sotto le scarpe! Posso portarli a fare merenda in riva ad un torrente ed entrare nell'acqua a rinfrescarci i piedi. Posso fare acquisti nel supermercato, ma anche nel piccolo negozio, al mercato o al negozio equosolidale. Posso ridere davanti ai prezzi di certe vetrine di abbigliamento e scarpe, voltarmi ad osservare le donne e a volte anche gli uomini, vestiti eccentricamente. Posso fermarmi a guardare uno spettacolo di strada o mettere qualche soldo nel cappello di chi chiede aiuto . Posso incontrare persone che non conosco, italiani e stranieri. Posso incontrare conoscenti e amici. Posso decidere di fare un pic-nic sul prato, mangiarmi un gelato passeggiando sul lungo lago .... e posso senza troppo disturbo passeggiare tra bancarelle e girare l'italia in mezza giornata!



.... buon lunedì a tutti!




mercoledì 31 agosto 2011

cosa ho fatto ....

Ho rallentato per guardare i miei bambini giocare senza limiti di tempo. Ho ascoltato il mare, galleggiando rilassata nell'acqua fresca del mattino, calma e trasparente. Ho incontrato per lunghi momenti gli occhi di mio marito, lontano dalla quotidianità e dalle preoccupazioni. Ho chiacchierato con gli amici crescendo nell'affetto. Ho mangiato cose che non so fare, preparate da persone che amano cucinare per gli altri. Ho messo su un paio di chili!!! Ho guardato il tramonto sul mare mangiando pizza con gli amici. Ho camminato a piedi scalzi  e con la testa tra le nuvole, guardando le mie montagne e riscoprendo sentieri che non percorrevo da tanto, troppo tempo. Sono volata tra New York, Londra e Dublino, leggendo un libro leggero e romantico.  Ho ballato, fatto giravolte, battuto le mani ascoltando musica circondata da tante persone. Ho sbuffato, presa un po' dallo sconforto, davanti ai giorni di vacanza che stavano finendo. Ho ritrovato la nostra casa, un po' diversa, ma sempre piena di noi. Ho preparato ciò che serve per ricominciare ... pensando che così sarebbe stato meno faticoso riprendere  il lavoro, la scuola, gli impegni. Ho fatto fotografie per non perdere le immagini di questi giorni, farne dono e tenere uniti i ricordi.

venerdì 8 luglio 2011

pasta con zucchine e fiori

Nel giardino dei miei sono cresciute rigogliose le zucchine e noi ... ne approffittiamo!!!

Ingredienti: due zucchine non troppo grosse ma freschissime, fiori di zucchina, olio extra-vergine di oliva, un spicchio di aglio, qualche foglia di basilico, una manciata di pinoli, pasta corta (per noi le penne di "Piaceri Mediterranei")
In una padella antiaderente mettere a cuocere per 5 minuti le zucchine tagliate a rondelle con lo spicchio di aglio e poco olio. Quando saranno cotte aggiungere i fiori di zucchina, salare e lasciare nella pentola con il coperchio a fuoco spento per il tempo di cottura della pasta. Scolare la pasta al dente, riaccendere il fuoco sotto il condimento e far saltare la pasta un minuto aggiungendo il basilico tritato, i pinoli e un po' di olio. Servire e mangiare!

giovedì 9 giugno 2011

vi lascio ....

.... un libro  "E DISSE" di Erri De Luca (ho una passione per questo autore!). E' il racconto di Mosè, definito "primo alpinista",  che riceve le tavole dei comandamenti, ma è anche il racconto di un uomo che vive qualcosa di straordinario con tutta la sua umanità, con la mente e con il corpo, con i suoi simili, con la sua terra, i suoi animali, la sua vita.
"Scalava leggero, il corpo rispondeva teso e schietto all'invito degli appigli, il fiato se ne stava compresso nei polmoni e staccava sillabe di soffio seguendo il ritmo di una musica in testa. Il vento gli arruffava i capelli e sgomberava i pensieri. Con l'ultimo passo di salita toccava l'estremità dove la terra smette e inizia il cielo. Una cima raggiunta è il bordo di confine tra il finito e l'immenso. Lì arrivava alla massima distanza dal punto di partenza. Non è traguardo una cima, è sbarramento. Lì sperimentava la vertigine, che in lui non era il risucchio del vuoto verso il basso, ma affacciarsi sul vuoto dell'insù. Lì sulla cima percepiva la dività che si accostava. Lassù si avvolgeva di vento. Una sommità senza urto di masse d'aria addosso è spaventosa. Perchè l'immenso sta trattenendo il fiato."

.... una ricetta: fiori di zucca ripieni.
In questo periodo nell'orto dei miei genitori ci sono tante zucchine e tanti meravigliosi fiori. Curiosando qua e là ho trovato diverse ricette ma alla fine ho optato per questa di Fausta di "caffè col cioccolato". Spero che "Sua Grazia" non se ne abbia a male per qualche piccola variazione! Non avevo i fagiolini e così ho messo solo le patate, le uova, la mortadella, la maggiorana ed ho aggiunto qualche pezzettino di formaggio latteria. 

... per due settimane: sìììììì sabato mattina parto!!! Vado al mare con i tre pargoli, mia cognata ed il pargoletto, ed altre mamme solo con i figli. Mi sa che la vera vacanza sarà quella dei mariti a casa da soli!

martedì 31 maggio 2011

quando lui si mette a dieta

La settimana scorsa era seduto sul divano a torso nudo (perchè c'erano circa 26° nel nostro salotto!) ed io mi sono lasciata scappare: "ma che piccoli rotolini adiposi addominali!" ... o qualcosa di simile. Insomma un commento innocente fatto da una che di commenti sull'adipe in eccesso la sa mooolto lunga. Forse ho fatto trapelare oltre all'ironia un po' di sorpresa ma nulla di più, perchè di lui in quanto a fisico non ci si può proprio lamentare. Belle gambe non troppo magre nè troppo grosse, statura normale, proporzionato, niente doppio mento o maniglie dell'amore. Quando ci siamo sposati era sottopeso, poi un po' l'esercizio fisico, un po' la cucina, un po' l'età è arrivato a 73 e devo dire che sta proprio bene, ma .... quei piccoli rotolini adiposi addominali .... devono averlo messo in allarme. Forse sta meditando di anticipare la crisi dei 40 anni e corre prima ai ripari? Il risultato di tutto ciò è che un paio di giorni dopo mentre mangiavamo se ne esce con: "non farmi tutti i giorni la pasta (cosa che io facevo perchè altrimenti a fine del pranzo mi diceva che aveva ancora fame!) basta l'insalata e qualcos'altro" OK dico io .... meglio, io la pasta la mangio 2/3 volte alla settimana. E poi devo comunque cucinarne di due tipi ... va bene, non c'è problema!!!! A mezzo giorno verdura e qualcos'altro ... verdura ok: insalata, patate, fagiolini, piselli, spinaci. Qualcos'altro: carne, frittata, carne, prosciutto, carne, formaggio. Chi glielo spiega che la cotoletta impanata ha le stesse calorie di un piatto di pasta? ... che se insieme all'insalata si mangia un panino le calorie sono le stesse del piatto di pasta? .... che se mangia 1 hg di formaggio i grassi sono molti più di quelli di un piatto di pasta? .... IO NO (ma tanto leggerà questo post e speriamo che capisca che voi sapete che sto un po' esagerando la cosa .... l'uomo permaloso è!)
Comunque sia, LUI, come ha precisato oggi, non è a dieta .... si sta solo limitando!!!!

FRITTATA FARCITA:
Ingredienti: un cucchiaio di farina di riso, due uova, un po' di latte, sale, prosciutto cotto, sottilette (o altro formaggio che si scioglie facilmente)
In una ciotola mescolare la farina di riso con il latte, aggiungere le uova ed il sale. Sbattere bene e fare cuocere in una pentola antiaderente con un paio di cucchiai di olio. Girarla una volta e quando è quasi cotta disporvi sopra il formaggio ed il prosciutto. Arrotolare, tagliare e servire. A noi piace calda, ma alcuni la mangiano anche fredda. Io l'ho accompagnata con verdure saltate in padella aromatizzate con il timo (ringrazio  gli  uccellini che bazzicano sul nostro terrazzo per non averlo usato per fare il nido!)



martedì 24 maggio 2011

risotto con zucchine e fiori .... di zucchine

La settimana scorsa sono andata a comprare frutta e verdura e mi sono trovata davanti queste meraviglie


... potevo non comprarle?
Arrivata a casa ho cominciato a pensare come utilizzarli. Sugo per la pasta? Fritti in pastella? Ripieni? Risotto? ....ed ha vinto l'ultima idea.
Scordatevi le dosi perchè la prima volta l'ho fatto solo per me e mio marito e la seconda volta per 20 persone. ... E' decisamente venuto meglio la prima volta!
Il procedimento è quello per qualsiasi risotto (almeno credo). Ho soffritto uno scalogno tritato con una noce di burro. Ho aggiunto il riso e lasciato tostare qualche minuto e poi l'ho sfumato con il vino bianco. Quindi ho aggiunto le zucchine tagliate a rondelle e il brodo poco alla volta. A cinque minuti dalla fine della cottura ho aggiunto i fiori tagliati e lavati. Quando il riso era cotto, ma al dente, ho spento il fuoco ed ho aggiunto un pochino di brodo, una noce di burro ed un po' di parmigiano grattuggiato. Ho lasciato riposare qualche minuto prima di servirlo.


martedì 10 maggio 2011

proprio non ci avete azzeccato ... ma non è tutta colpa vostra!!!

Ecco la soluzione al pseudo quiz di due post fa .... panini. Sono PANINI. Il mio primo esperimento di pane senza glutine con solo farine naturali.

Sono depressa! Sì insomma io guardo qui, e poi vado da lei e poi dall'altra e vedo dappertutto questo pane senza glutine solo con farine naturali, mi sembra di sentirne il profumo. Leggo e rileggo i vari procedimenti, scelgo quello che mi sembra più alla mia portata. Mi dico che ce la posso fare.... suvvia un po' di coraggio. Prendo il mix di farine, impasto, guardo, aspetto ... aspetto ancora un po', e ancora un po'.... prego ... metto a cuocere eeeehhhh ... Ecco dei fantastici biscotti alle mandorle, amaretti, pseudo savoiardi! Oh ma il mio forno fa miracoli!!!! Assaggio... no no non fa miracoli restituisce semplicemente quello che ci metti: piccoli panini schiacciati che di lievitare e assomigliare al pane proprio non ne avevano voglia! E beh .... sarà per la prossima volta, se ci sarà una prossima volta!