sabato 6 febbraio 2010

il peso della farfalla

"La sua vita a spasso di stagioni era andata col mondo. Se l'era guadagnata molte volte, ma non era roba sua. Era da restituire, sgualcita dopo averla usata. Che creditore di manica larga era quello che gliela aveva prestata fresca e se la riprendeva usata, da buttare.
Gli serviva credere che c'era un capomastro e che il mondo era il suo manufatto? Non serviva per parlargli, per crederlo in ascolto, però era un pensiero che teneva compagnia. Un padrone di tutto se c'era, non avrebbe permesso il guasto della sua roba, non l'avrebbe lasciata alla malora in mano alla specie degli uomini. Un padrone se c'era, s'era ubriacato e aveva perso la via di casa. Meglio se non c'era. L'uomo prosperava in sua assenza. Aveva imparato il bene e il male servendosi da solo. Era impossibile un padrone di tutto, però quell'impossibile teneva compagnia. Gli piaceva dire di fronte al cielo che calava in terra per la sera, un grazie al capomastro."

da "Il peso della farfalla" di Erri De Luca

Mi piace molto questo scrittore, l'ho scoperto sentendo per caso una sua intervista ed ho cominciato per curiosità a leggere i suoi libri. Ne sono rimasta affascinata, non tanto per le storie quanto per la profondità dei personaggi e la densità di ciò che trasmettono in immagini, sensazioni e sentimenti.

"Esistono in montagna alberi eroi, piantati sopra il vuoto, medaglie sopra il petto di strapiombi. Salgo ogni estate in visita a uno di loro. Prima di andare via monto a cavallo del suo braccio sul vuoto. I piedi scalzi ricevono il solletico dell'aria aperta sopra centinaia di metri. Lo abbraccio e lo ringrazio di durare" (da "Visita a un albero")

2 commenti:

Ely ha detto...

non conoscevo questo scrittore, guardo in biblio o se hai qualche libro da passarmi :-))))) ciaoooooooooo Ely

matteo ha detto...

chissà che sapore hanno le farfalle...